La festività
Conosciuta anche come Giorno dei Morti, questa festività si celebra in tutta l’America Latina, soprattutto il 1° e il 2 novembre, in particolare in Messico. È una ricorrenza tradizionale dedicata alla memoria dei propri cari scomparsi e al legame tra la vita e la morte.
Le sue origini risalgono alle antiche civiltà indigene della Mesoamerica, tra cui quella azteca, le cui cerimonie commemoravano i defunti e rendevano omaggio alla Signora della Morte. Secondo alcune credenze, questa divinità saliva sulla terra in quel giorno per assicurarsi che le ossa dei defunti ricevessero le cure e le attenzioni dovute. Con la colonizzazione spagnola, queste tradizioni si fusero con le celebrazioni cattoliche di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti, dando forma alla festività che conosciamo oggi.
Oggi, le famiglie celebrano questa ricorrenza allestendo le ofrendas, altari decorati con fotografie, candele, fiori di calendula e i cibi preferiti dei propri cari scomparsi. Si visitano anche i cimiteri, si condividono piatti tradizionali come il pan de muerto e si utilizzano colorati teschi di zucchero e decorazioni per rendere omaggio a chi non c’è più.
Più che un’occasione triste, il Día de los Muertos è una celebrazione gioiosa della memoria, della famiglia e della convinzione che gli spiriti dei defunti tornino a far visita ai propri cari.
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Le origini e la tecnica del papel picado
Papel picado, che significa letteralmente «carta traforata», è una forma tradizionale di arte popolare messicana che consiste nel ritagliare motivi elaborati su sottili fogli di carta colorata, creando festoni decorativi.
Sebbene le sue radici siano spesso associate alle antiche tradizioni indigene di lavorazione della carta, risalenti all’epoca preispanica, la forma moderna del papel picado si sviluppò in un periodo successivo, durante l’epoca coloniale.
Secondo la Mexican Folk Art Guide, questa tecnica nacque nello stato di Puebla, in particolare nella cittadina di San Salvador Huixcolotla, dove gli artigiani iniziarono a utilizzare la carta velina cinese importata, conosciuta come papel de China. Negli anni Venti del Novecento, gli artigiani locali producevano già festoni di carta destinati ai mercati e alle celebrazioni; negli anni Settanta, la tradizione si era diffusa in tutta la regione del Messico centrale.
Tradizionalmente, il papel picado viene realizzato disegnando un motivo su una sagoma, sovrapponendo diversi fogli di carta velina su una lastra di piombo e ritagliandoli con piccoli scalpelli e martelli. Questa tecnica permette agli artigiani di ottenere più decorazioni identiche in un'unica lavorazione.
Una volta completati, i fogli vengono incollati o cuciti su fili, formando festoni dai colori vivaci. Sebbene le versioni realizzate a mano continuino a rivestire un ruolo importante, le decorazioni in plastica tagliate a macchina sono sempre più diffuse.
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Il significato simbolico del papel picado nel Día de los Muertos
Durante il Día de los Muertos, il papel picado viene utilizzato per decorare le ofrendas (altari), le abitazioni, le strade e i cimiteri. I motivi raffigurano spesso teschi, scheletri e La Catrina, richiamando il rapporto della festività con la morte e il ricordo dei defunti.
Anche i colori contribuiscono al significato simbolico delle decorazioni: il giallo e l’arancione sono associati alle offerte dedicate ai defunti, mentre il viola e il nero possono rappresentare il lutto e la commemorazione.
Oltre alla sua funzione decorativa, la carta delicata e sottile simboleggia la fragilità e la natura effimera della vita. Quando i festoni si muovono dolcemente al vento, contribuiscono anche a creare l’atmosfera spirituale della celebrazione, rafforzando il legame tra chi è in vita e il ricordo di chi è scomparso.
Il papel picado esprime così uno dei concetti fondamentali del Día de los Muertos: la morte non rappresenta semplicemente una fine, ma è parte di un legame continuo tra la vita, la memoria e la famiglia.
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Oggi, questa tradizione continua a vivere grazie a numerosi artigiani che si sono specializzati in questa tecnica o l’hanno reinterpretata in forme nuove e originali. Scopriamone alcuni!
Karina Puente – karinapuentearts
Karina è un’artista messicano-americana il cui lavoro affonda le radici nel ricco patrimonio culturale della Santa Ynez Valley, nella California centrale. Ha fondato il programma DIVE Intuit e dirige uno studio dedicato alla gioia, alla chiarezza e al potere dell’arte realizzata con intenzione e consapevolezza. La sua produzione spazia dalla pittura al disegno, fino alle installazioni tessili contemporanee ispirate al papel picado. Le sue opere celebrano l’intuizione e il processo di mettere alla prova e affinare le proprie convinzioni. La sua ricerca creativa è alimentata dallo spirito d’invenzione e porta con sé l’eredità della bisnonna, una sarta che, quasi un secolo fa, realizzava elaborati motivi decorativi per le comunità indigene.
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Javier Ponce – javierponce.mx
Javier Ponce vive in Messico ed è un visual designer appassionato di ceramica e illustrazione. Condivide le sue creazioni su Instagram, dove esplora diversi linguaggi artistici, dando vita anche a opere legate alle tradizioni del suo Paese. Tra queste, ha realizzato una reinterpretazione in ceramica del papel picado, rendendo omaggio alla cultura messicana attraverso il suo stile personale e trasformando una tradizione popolare in una creazione originale e contemporanea.
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