Mestieri d’Eccellenza LVMH: Interview with the Winners of the 2026 Maestri d’Eccellenza Award

Mestieri d’Eccellenza LVMH: i vincitori del Premio Maestri d’Eccellenza 2026

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Quattro prospettive, quattro percorsi unici, un filo conduttore: la ricerca della bellezza attraverso l'artigianato.

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Tutto sui vincitori della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza LVMH

Quattro prospettive, quattro percorsi unici, un filo conduttore: la ricerca della bellezza attraverso l'artigianato. 

Maestri d’Eccellenza LVMH ha annunciato i vincitori della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza, organizzato con Confartigianato Imprese, Camera Nazionale della Moda Italiana, e Fondazione Bvlgari.

La cerimonia di premiazione, ospitata a Roma, ha accolto le opere dei 9 finalisti:Carlo Colombo (Tessitura Colombina), Daniel Mauceri (Arte Pupara dal 1978), Elena Ciarrocchi, Federica Paglia, Verde Alfieri, Lorenzo Seghezzi, Mirei Monticelli (Studio Mirei), Graziella Carta (Studio Pratha), and Karin Monica.

Tra loro, la giuria ha selezionato i quattro protagonisti dell’edizione 2026

  • Carlo Colombo – Maestro Artigiano d’Eccellenza

  • Lorenzo Seghezzi – Maestro Emergente Artigiano d’Eccellenza

  • Mirei Monticelli– Maestro dell’Innovazione d’Eccellenza

  • Daniel Mauceri – Menzione Speciale

Abbiamo incontrato i vincitori per ascoltare le loro storie e scoprire le loro passioni e le visioni che guidano i loro percorsi creativi. 


Maestro Artigiano d’Eccellenza – Carlo Colombo

Tessitura la Colombina - Treviso

Come la tua formazione ti aiuta nel tuo lavoro da artigiano?

« Laureato in architettura allo IUAV di Venezia, ho lavorato come architetto per 15 anni, specialmente nell’ambito dei concorsi di architettura. La ricerca e sperimentazione hanno sempre stimolato la mia creatività e la mia preparazione di architetto mi permette di avere una visione trasversale. Non sono formato tessitore, e questo mi dà una visione laterale che mi permette di combinare più arti, di andare a intersecare la tessitura insieme ad arti differenti e quindi creare progetti che sono relativamente innovativi.» 


Parlarci della tua tessitura e della tua tecnica

« Tessitura la Colombina è un’azienda dallo spirito artigianale che affonda le sue radici in un percorso di quattro generazioni, unendo innovazione e dedizione.L’anima di questa realtà risiede nel mantenere vivo il “saper fare” del telaio a mano, un know-how storico, e continuare a renderlo presente. Dopo 20 anni in cui i telai risalenti al 1800 erano fermi, abbiamo pensato di sistemarli e aggiornarli a “telaio a mano 2.0”, è stato il primo passo, insieme alla ricerca e allo studio dei punti.

Ricominciare con tessuti classici tratti dal nostro archivio storico fino a giungere ad armature e tessuti d’innovazione, d’avanguardia e di sperimentazione.» 


Come ti rapporti con le nuove generazioni?  

« Io penso che noi imprenditori veneti abbiamo un problema da questo punto di vista, perchè quando arriva un ragazzo giovane reagiamo dicendo: “Tu fai quello che ti dico io, perché io sono vecchio e ho l'esperienza”. In realtà i giovani sono curiosissimi e me ne sono reso conto nei miei workshop. Io vorrei far capire ai miei colleghi imprenditori di lasciare spazio ai giovani, di capire come incanalare la loro creatività. Nei giovani c’è molto interesse nell’artigianato, un ritorno al vero saper fare.»

Maestro Emergente Artigiano d’Eccellenza – Lorenzo Seghezzi

Lorenzo Seghezzi - Milano

 

Cosa significa per te essere artigiano?

« Io mi sento una figura un po' ibrida soprattutto perché quando ho iniziato questo percorso

non avevo assolutamente le idee chiare. Vengo da un percorso basato sul fashion design in cui sì l'artigianato è la base ma dal punto di vista scolastico è sempre un po' da contorno e solo affrontando il mondo del lavoro mi sono reso conto quanto le mie capacità manuali potessero aiutarmi. Mi sento una figura un po' ibrida perché mi piace un po' mettere le mani in pasta in più cose sperimentando con più tecniche e più mezzi.» 


Che cos’è per te il corsetto?

« Ogni creazione è il risultato di una profonda ricerca tecnica e di una rigorosa

manifattura manuale, dove il corsetto, reinterpretato con eccellenza esecutiva, evolve in

manifesto di espressione e autodeterminazione. La più vera soddisfazione nella corsetteria per me è proprio la costruzione, quindi non è tanto il corsetto in sé con tutto il retaggio culturale che ha, ma nel mio piccolo è proprio l'atto di confezionarli che mi stimola di più.» 


Da dove nasce questa tua cifra stilistica?

« Nel mio caso è una cosa che ho sempre sentito molto, ho sempre avuto un certo gusto estetico che ho sempre espresso con diversi medium ma sempre con lo stesso fine.»

Maestro dell’Innovazione d’Eccellenza – Mirei Monticelli

Studio Mirei - Milano


Quanto ti lasci contaminare nelle tue opere da quello che ti circonda?

« Per me lasciarsi contaminare è un percorso molto personale, perché mi sono trasferita qui in Italia, dalle Filippine, e mi sono permessa di incontrare la cultura italiana con la sua

ricca storia di arte, bellezza e design. Questo per me mi ha dato nuovi strumenti per guardare il mio lavoro. Per esempio APHRODITE, l'oggetto che ho portato oggi, è stato concepito quando ho visto la nascita di Venere agli Uffizi. La contaminazione è importante quando riusciamo a prendere una cosa che ci ispira e trasformarlo in un nuovo linguaggio contemporaneo e adatto al nostro tempo.» 


Chi ti ha spinto a intraprendere questo percorso nell’artigianato?

« La mia più grande ispirazione è la mia mamma. È una bravissima stilista ed è stata lei a farmi conoscere la comunità nelle Filippine di tessitrici con cui lei collaborava già da

oltre 30 anni a valorizzare questo tessuto che ormai è alla base del mio lavoro.»  


Parlaci di questa comunità

« Questa comunità è molto vulnerabile, vengono spesso colpiti dai cambiamenti climatici e difficoltà economiche, eppure sono le persone più gentili e gioiose e riconoscenti che abbia mai conosciuto. Loro mi danno ispirazione ogni giorno, mi spingono a dare continuità al loro sapere, all'eredità culturale. Per me è molto importante prendere un'antica conoscenza e proteggerla, poi trasformarla con massimo rispetto dandole una possibilità di vivere nel presente.» 

 

Menzione speciale – Daniel Mauceri

Arte Pupara del 1978 - Siracusa

 

Raccontaci del tuo percorso lavorativo come artigiano.

« Sono cresciuto nella storica famiglia Vaccaro-Mauceri, che da tre generazioni custode dell’Opera dei Pupi siracusana. Nel 2020 ho fondato il mio brand, dove creo e restauro i Pupi, statue sacre in cartapesta e gioielli ispirati alle decorazioni delle armature.» 


Come crei i tuoi pupi?

« Ogni pezzo è frutto di tecniche antiche come sbalzo, cesello, modellazione e sartoria ma con uno sguardo contemporaneo. Tutti vengono realizzati e assemblati a mano. Partendo da una struttura in legno solida che garantisce una corretta articolazione del movimento. Il volto è modellato interamente a mano in cartapesta, successivamente rifinito e dipinto con colori acrilici per ottenere un’espressività intensa e definita. Il resto delle decorazioni vengono realizzate con diverse tecniche in base al dettaglio da creare.» 


Cosa pensi del tramandare ai giovani la tua arte?

« Io penso sia la missione un po' di tutti noi, quella di divulgare e promuovere al massimo ciò che è la nostra arte. Oggi è molto difficile che le nuove generazioni si avvicinino all'artigianato, è un qualcosa che non conoscono; anche per colpa dell’Intelligenza Artificiale non arrivano a capire che gli oggetti che vediamo sono realizzati completamente a mano, che vengono pensati, studiati dalla nostra mente. Quindi il nostro compito è proprio istruire, educare le nuove generazioni a tutto questo che in realtà oggi non gli appartiene.»

Mestieri d’Eccellenza LVMH: i vincitori del Premio Maestri d’Eccellenza 2026

Quattro prospettive, quattro percorsi unici, un filo conduttore: la ricerca della bellezza attraverso l'artigianato.